Traversata del monte Altissimo dalle Gobbie

Escursione:

Il Monte Altissimo domina l’orizzonte delle Alpi Apuane con il suo profilo deciso e inconfondibile, visibile anche dalla costa. Nonostante la sua altitudine non superi i 1600 metri, l’imponenza delle sue pareti lo rende una presenza maestosa e affascinante.

Dalla sua cima lo sguardo spazia su un doppio versante: a sud, la montagna cade a picco verso il mare con impressionanti pareti verticali che danno l’idea di una muraglia naturale, mentre a nord si apre verso valloni più dolci e boscosi che conducono verso la Garfagnana e Arni.

La zona meridionale è caratterizzata da un paesaggio aspro e scolpito, segnato da alte falesie e da un vasto anfiteatro naturale, incorniciato da cime secondarie e antiche vie di cava. Sul versante opposto, invece, la montagna si mostra più verde e accessibile, con boschi che ne ricoprono i pendii fino a valle.

La salita alla vetta può essere affrontata con diversi itinerari, alcuni più semplici e diretti, altri più spettacolari e impegnativi. In ogni caso, il panorama che si gode dalla croce di vetta è straordinario: un balcone a strapiombo sul mare, con vista che si estende dalla Versilia fino all’Appennino e, nelle giornate limpide, persino sulle isole dell’Arcipelago Toscano.

Una montagna che unisce bellezza selvaggia e storia, natura e fatica, e che sa sempre regalare emozioni forti a chi decide di salirla.

Itinerario:

Un’escursione classica e appagante che ci porterà sulla cima dell’Altissimo, una delle montagne più panoramiche delle Apuane, nonostante le cicatrici lasciate dall’attività estrattiva. Il nostro percorso inizia nei pressi del caratteristico ristorante Le Gobbie, poco sopra il borgo di Arni, immersi in un ambiente già di per sé suggestivo.

Ci incammineremo inizialmente all’ombra del bosco, lungo un sentiero che si snoda tra faggi e profumi di montagna, per poi intercettare una vecchia strada marmifera. Da lì, anziché puntare subito verso la vetta, sceglieremo una salita più morbida e graduale che ci condurrà alla Foce del Frate, un valico curioso e affascinante, dominato da un masso dalle forme misteriose, che ricorda – con un po’ di fantasia – un frate in preghiera.

Proseguendo senza troppa fatica, raggiungeremo un passo spettacolare, incorniciato da guglie rocciose e pinnacoli aguzzi, che sembrano artigli protesi verso il cielo. Qui il paesaggio cambia, diventa più severo e l’ambiente si fa via via più selvaggio. La salita finale verso la vetta, seppur non troppo lunga, richiede passo sicuro e un pizzico di spirito d’avventura: ci troveremo a risalire tratti ripidi dove, in qualche punto, servirà anche l’aiuto delle mani.

Ma una volta in cima, ogni sforzo sarà ampiamente ripagato. La vista spazia a 360 gradi, tra le vette apuane e la costa Tirrenica.

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